Ravensara in caso di otite
Con l’arrivo dell’inverno gli organi respiratori sono i più esposti alle infiammazioni: ciò non solo perchè arrivano i virus influenzali, ma anche perchè con l’abbassamento delle temperature l’aria si riempie di tossine e polveri sottili rilasciate dai riscaldamenti e dal traffico intenso.

Esse inalate con la respirazione si impastano con l’umidità dell’aria, depositando sulle mucose della trachea un film irritante che forma il terreno per il deposito di germi e batteri. Lo sviluppo di muco tende a intasare il canale uditivo, favorendo disturbi alle orecchie.
Quando le vie respiratorie si intasano, infatti, non sono solo i bronchi e la trachea a risentirne, ma anche le orecchie. Durante la notte, il muco ristagna dei sottili canali che mettono in comunicazione l’orecchio con il naso e la gola, infiammandone le mucose ed esponendole ad infezioni.
L’infiammazione gonfia le pareti dei canali, che si restringono, comprimendo i nervi locali e producendo il dolore tipico dell’otite.
In questo caso di grande aiuto è la Ravensara, un albero originario del Madagascar, da cui si ricava un olio essenziale liquido, dal profumo fresco con un vago sentore di anice, particolarmente attivo su virus e retrovirus.
Esso svolge un’attività antinfiammatoria, stimola il drenaggio delle tossine, migliora la respirazione e previene e cura otiti, sinusiti e tracheiti.
In caso di otite, ungi con 3 gocce di olio essenziale di ravenara la conca dell’orecchio, 2-3 volte al giorno; la sera, prima di andare a dormire, ripeti l’operazione, estendendola anche ai bordi delle narici per favorire la liberazione del naso dal muco e prevenire l’intasamento dei canali uditivi.

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