Ravensara in caso di otite

categoria20 novembre 2009 di seowebbs

Con l’arrivo dell’inverno gli organi respiratori sono i più esposti alle infiammazioni: ciò non solo perchè arrivano i virus influenzali, ma anche perchè con l’abbassamento delle temperature l’aria si riempie di tossine e polveri sottili rilasciate dai riscaldamenti e dal traffico intenso.

otite

Esse inalate con la respirazione si impastano con l’umidità dell’aria, depositando sulle mucose della trachea un film irritante che forma il terreno per il deposito di germi e batteri. Lo sviluppo di muco tende a intasare il canale uditivo, favorendo disturbi alle orecchie.

Quando le vie respiratorie si intasano, infatti, non sono solo i bronchi e la trachea a risentirne, ma anche le orecchie. Durante la notte, il muco ristagna dei sottili canali che mettono in comunicazione l’orecchio con il naso e la gola, infiammandone le mucose ed esponendole ad infezioni.

L’infiammazione gonfia le pareti dei canali, che si restringono, comprimendo i nervi locali e producendo il dolore tipico dell’otite.

In questo caso di grande aiuto è la Ravensara, un albero originario del Madagascar, da cui si ricava un olio essenziale liquido, dal profumo fresco con un vago sentore di anice, particolarmente attivo su virus e retrovirus.

Esso svolge un’attività antinfiammatoria, stimola il drenaggio delle tossine, migliora la respirazione e previene e cura otiti, sinusiti e tracheiti.

In caso di otite, ungi con 3 gocce di olio essenziale di ravenara la conca dell’orecchio, 2-3 volte al giorno; la sera, prima di andare a dormire, ripeti l’operazione, estendendola anche ai bordi delle narici per favorire la liberazione del naso dal muco e prevenire l’intasamento dei canali uditivi.




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