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Il Diabete e l’Alimentazione

Il diabete si suddivide in due categorie:
- mellito o insulino dipendente.
- insulino indipendente.

Diabete mellito o insulino-dipendente.
E’ di tipo autoimmune, causato da un virus che provoca una risposta immunitaria del nostro organismo, la quale distrugge le cellule Beta del pancreas. Queste cellule hanno il compito di secernere l’insulina e senza la quale il nostro organismo non è in grado di assorbire gli zuccheri necessari al corretto funzionamento del cervello e del nostro organismo in genere(vedi Ruolo dei carboidrati), provocando una sensazione di debolezza, una fortissima sete e i muscoli non ricevono l’energia necessaria.

La soluzione è l’assunzione d’insulina.
La terapia prevede che vengano effettuate diverse iniezioni ogni giorno (il numero e il dosaggio varia per ogni paziente) di insulina ad azione rapida e lenta. Uno dei problemi dei diabetici è il condizionamento che questa necessità di iniezioni causa. Fortunatamente la scienza è riuscita a sviluppare un microcomputer che somministra gradualmente l’insulina durante l’arco della giornata ed è in grado di programmare la dose esatta da assumere prima dei pasti. Con l’aiuto di questo elaboratore la necessità di iniezioni si riduce notevolmente.

Diabete insulino-indipendente
Questo particolare tipo di diabete non è dovuto all’assenza di insulina nel sangue, bensì a un malfunzionamento di organi come il fegato o i muscoli, i quali rispondono in maniera non corretta all’azione dell’ormone, impedendo all’organismo di utilizzare il glucosio in maniera corretta.

Un’età superiore ai 40 anni, l’obesità, la mancanza di attività fisica, e la contemporanea disfunzione di altre ghiandole sono fattori che possono portare all’insorgenza di questo tipo di diabete. Per questo motivo bisogna cercare di svolgere attività fisica con una certa costanza.

Questo secondo tipo di diabete è il più frequente e si cura attraverso una dieta adeguata, costante esercizio fisico e, qualora ciò non fosse sufficiente, farmaci ipoglicemizzanti, che aumentano il numero di recettori disponibili per l’insulina.

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Alimentazione e Sport

Alimentazione e Sport Alimentazione e Sport
In un periodo di ricchezza economica come quello in cui viviamo diventa fondamentale avere un giusto equilibrio tra dieta e sport per rimanere in perfetta forma. Tuttavia diventa sempre più duro scegliere tra il bombardamento di diete che ci viene proposto e inoltre il tempo per fare sport è spesso minimo, vuoi per problemi di lavoro, vuoi perchè dobbiamo mantenere in ordine la casa.
Quale deve essere quindi il nostro comportamento?
A grandi linee un’alimentazione corretta e bilanciata deve prevedere il 55-60% di carboidrati di cui il 10% di zuccheri che troviamo in frutta, verdura e latticini mentre per la parte restante da quelli “complessi” di origine vegetale, come pane, riso, pasta, cereali. La maggiore presenza di fibra alimentare deve farci preferire i cibi integrali, poichè la fibra è fondamentale per la riduzione del colosterolo e ha notevoli capacità antitumorali.
Entrambi i gruppi sono facilmente digeribili dal nostro corpo e provvedono a fornire l’energia per le nostre attività quotidiane.
Proteine
Le proteine devono rappresentare circa un quarto degli elementi nutritivi giornalieri di una dieta. Si tratta di molecole complesse costituite da unità elementari, gli amminoacidi; dei 20 amminoacidi conosciuti, 12 vengono prodotti anche dall’organismo, mentre 8 sono detti essenziali, poichè il nostro corpo non è in grado di sintetizzarli e vanno quindi introdotti attraverso l’alimentazione. Le proteine hanno numerosissimi compiti all’interno dell’organismo. Alcune di esse svolgono una funzione strutturale e di sostegno alla cellula, come il collagene. Altre ancora hanno ruoli chiave nelle membrane cellulari e nel citoplasma, come gli enzimi.
Lipidi
Anche i grassi, per quanto molti di noi vorrebbero non esistessero, svolgono importanti mansioni all’interno del corpo umano e devono pertanto essere ingeriti regolarmente con l’alimentazione in una dose pari al quinto restante di fattori nutritivi. Oltre a essere una potentissima riserva energetica per l’organismo, fornendo nove kcal per ogni grammo, alcuni di essi, precisamente gli steroidi, sono precursori degli ormoni steroidei quali gli androgeni e gli estrogeni. Non solo. Altri gruppi di lipidi sono i principali componenti delle membrane biologiche.

Va bene. Ma questo cosa c’entra con la mia dieta?
Innanzitutto vorrei che il lettore avesse capito che anche i tanto odiati lipidi sono comunque indispensabili nella dieta. E’ vero che vi siano grassi buoni e altri cattivi, ma nessuno di questi deve essere rimosso dalla dieta, ma essi vanno invece proporzionati nelle giuste dosi. Tutti i lipidi sono formati da molecole chiamate acidi grassi:
1) alcuni sono di derivazione animale e li troviamo nei formaggi, nei dolci e nelle carni. Bisogna assumerne in quantità limitate perchè causano l’aumento del colesterolo cosiddetto “cattivo”
2) vi sono poi quelli di origine vegetale (omega 6) o quelli tipi dei pesci come il famoso omega 3 che sono assolutamente irrinunciabili in quanto svolgono funzioni importantissime come la riduzione di formazione di coaguli nel sangue e della pressione arteriosa.
In virtù della complessità dei meccanismi interni del corpo umano è fondamentale mangiare in maniera equilibrata e non rinunciare a nessuna classe di alimenti per seguire una moda.
La dieta da sola non basta e diventa quindi irrinunciabile un po’ di sana attività fisica che serve sia a tonificare il corpo che lo spirito. Possiamo scegliere tra moltissimi sport; dalle passeggiate in centro mentre facciamo shopping, al running, ma anche nuoto, danza, tennis, la bicicletta. Tutti possiamo allenarci divertendoci da soli o in compagnia. Non prendiamo con noi stessi la scusa della mancanza del tempo, in quanto per vivere bene basta fare attività fisica anche solo per trenta minuti ogni giorno.

Fonte
L’articolo sopra riportato é stato parzialmente preso da adieta.it, rielaborato e migliorato, ed é qui pubblicato solamente a scopo informativo, senza scopo di lucro. I diritti appartengono ai relativi proprietari.

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Il ruolo della dieta

L’importanza dell’alimentazione nel sovrappeso è suffragata dall’osservazione che le popolazioni che godono di un tenore di vita più elevato presentano una maggiore incidenza di individui obesi. Ciò è comprovato anche dalla assenza di obesi in popolazioni soggette a carestie oppure fra gli internati nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale ai quali veniva somministrata una razione calorica inferiore alle 1000 kcal. Oltre all’aspetto quantitativo è importante anche quello qualitativo dell’alimentazione. Infatti, nei Paesi anglosassoni nei quali la dieta include quantità eccessive di proteine e grassi animali, l’incidenza di obesità e malattie cardiovascolari è più alta rispetto ai Paesi mediterranei dove la dieta è più orientata verso un consumo di cereali, grassi vegetali, pesce e frutta. Negli Stati Uniti è in corso da circa 20 anni una campagna di educazione alimentare che ha condotto ad una riduzione del consumo di cibi aterogeni come uova, burro, panna e grassi animali in generale e ad un contemporaneo aumento di pesce e olio di oliva. Ne è risultata una significativa riduzione dell’incidenza di obesità e della mortalità per malattie coronariche e cerebrovascolari. Tutto ciò è riconducibile alla diminuzione dell’introito di grassi saturi e all’aumento di quelli insaturi con conseguente riduzione del colesterolo LDL e aumento di quello HDL nel sangue circolante. È noto, infatti, che un’alimentazione ricca di grassi saturi conduce ad un aumento della colesterolemia totale soprattutto a carico della frazione “cattiva” (LDL) del colesterolo con conseguente aumento del rapporto LDL/HDL e quindi maggior rischio di accidenti cardiovascolari. Se l’alimentazione è, invece, ricca di grassi insaturi il livello plasmatico del colesterolo buono (HDL) tende ad essere elevato a scapito di quello LDL con conseguente effetto protettivo sulle arterie.

Il consumo di pesce e olio di oliva viene ritenuto molto importante per la prevenzione di queste malattie. Infatti, questi alimenti contengono elevate quantità di acidi grassi insaturi che, come ho già detto, ottimizzano il rapporto fra le due frazioni di colesterolo. In particolare il pesce è ricco di una categoria di acidi grassi polinsaturi, gli omega 3, molto efficaci in questa azione protettiva, tanto che recentemente sono state immesse in commercio delle preparazioni farmaceutiche sotto forma di compresse che non sono altro che estratti di pesce e che potrebbero servire ad integrare la dieta di coloro che ne consumano poco. Per comprendere l’importanza del pesce nell’alimentazione sarà utile ricordare che le popolazioni con alimentazione prevalentemente ittica, come gli Eschimesi che ne consumano circa 400 gr. al giorno pro capite, presentano una incidenza irrisoria di malattie cardiovascolari.

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