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Ipertensione Arteriosa
Non c'é una demarcazione netta tra pressione
arteriosa normale e pressione arteriosa patologica, questo rende difficile
qualsiasi tipo di classificazione. L'unica classificazione possibile
consiste nel definire normali quei valori pressori non associati ad un
aumento significativo di rischio cardiovascolare ed alti quei valori che
invece sono associati ad un aumento significativo di tale rischio.
Nella maggior parte delle persone affette da ipertensione non è è possibile identificare una causa. L'ipertensione
rappresenta probabilmente il maggior fattore di rischio per infarto cardiaco, per ictus cerebrale e lesioni
vascolari periferiche. Ma attraverso quale meccanismo? Favorisce il processo aterogenetico ma il rischio aumenta
esponenzialmente in presenza di altre patologie come diabete mellito, errori dietetici, dismetabilismo lipidico, fumo, obesità.
I fattori dietetici che maggiormente influenzano i valori pressori sono:
1. l'apporto di sodio
2. l'eccesso di grassi
3. l'abuso di alcool
Esiste uno stretto rapporto tra consumo di sale e valori pressori, sia sistolici che diastolici. Una bassa,
o quantomeno contenuta, assunzione di sodio sembrerebbe attenuare il fisiologico aumento pressorio che si
verifica con l'aumentare dell'età e sarebbe in grado di diminuire significativamente la mortalità per accidenti
cardiovascolari.
L'eccessivo introito di grassi alimentari è un altro fattore di rischio per l'ipertensione, indipendentemente
dall'età ed altre variabili. Ricerche epidemiologiche hanno dimostrato che diete ad alto contenuto di grassi
saturi possono essere collegati ad un aumento dei valori pressori.
Infine anche il consumo di bevande alcoliche sembra essere associato all'ipertensione anche se il meccanismo non
è ancora del tutto chiarito.
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