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Dieta per dimagrire

Se la dieta fallisce, il dietologo deve restituire i soldi?

Se la dieta fallisce, il dietologo deve restituire i soldi?

È una domanda che si pongono in tanti: se vado dal dietologo, seguo pedissequamente la sua dieta, faccio attività sportiva, mi impegno, ma alla fine non dimagrisco, di chi è la colpa? È lecito chiedere la restituzione dei soldi al dietologo, oppure no?

Il dietologo è certamente una garanzia di corretta alimentazione e giusto dosaggio dei cibi, ma anche un incentivo per mantenere la forza di volontà durante tutto il periodo di dieta. Ma può essere colpa sua, se il paziente non ottiene i risultati sperati o non dimagrisce affatto?

Si può chiedere il risarcimento del danno o, quantomeno, la restituzione dei soldi spesi? La risposta purtroppo è negativa. Il dietologo infatti non può mai essere considerato responsabile per il mancato conseguimento dell’obiettivo “dimagrimento”. Ovviamente non stiamo parlando di quei casi limite in cui il dietologo è un millantatore che ha promesso risultati impossibili; in quel caso si può anche pensare a chiedere un risarcimento. Ma in tutti gli altri casi, in cui si paga un professionista per dimagrire, non si può pretendere che il risultato sia garantito al 100%. Così come non è colpa del medico al 100% se una malattia non regredisce.

Perché il dietologo non è ritenuto responsabile? Perché, proprio come un qualsiasi medico, è tenuto a una «obbligazione di mezzi» e non «di risultato». Sarebbe a dire che il medico non è tenuto a realizzare un risultato sperato, ma a fare in modo, con tutta la propria professionalità e i mezzi a sua disposizione, che questo obiettivo si realizzi. Ma se esso non si verifica il medico non è responsabile: questo perché la medicina non è una scienza esatta, e perché ci potrebbero essere mille altri fattori che non determinano il dimagrimento del paziente.

Il dietologo insomma è tenuto, in virtù del principio di buona fede, a non far sperare al paziente risultati impossibili da realizzare. Se il dietologo invece, non valutando caso per caso, promette risultati impossibili da raggiungere, si parla di “dolo contrattuale”, e al cliente è quindi dovuta la restituzione del denaro speso inutilmente. L’azione può essere proposta entro cinque anni dalla conclusione del contratto (va bene anche un contratto verbale e non scritto).

In ogni caso, è sempre bene affidarsi a professionisti di comprovata esperienza, e non seguire “la moda” della dieta del momento. Il bravo dietologo non propone obiettivi assurdi e impossibili da raggiungere, ma valuta insieme al paziente un piano di dimagrimento realistico e, soprattutto salutare.

Laureata in Filologia Classica, da sempre appassionata di scrittura e copywriting. Classe 1989, ama leggere, andare al cinema e a teatro, allevare cani e gatti e mangiare i biscotti di Bellagio.

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