Chirurgia estetica per dimagrire, una moda alla portata di tutti

La chirurgia estetica nei giorni nostri è passata dall’essere una branca della medicina utile sostanzialmente per risolvere gravi problemi di salute come l’obesità, o contrastare menomazioni e deformazioni fisiche, al divenire una vera e propria moda di cui spesso si abusa senza cognizione di causa.

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L’accessibilità degli interventi oggi ha dei paletti molto labili e, complici pazienti ossessionati dalla perfezione fisica, il fenomeno della chirurgia estetica ha iniziato a coinvolgere anche minorenni e persone giovanissime.

Dati statistici recenti dell’AICPE parlano infatti di un incremento consistente di interventi di mastoplastica, (inserimento di protesi mammarie all’interno dei seni), rinoplastica (intervento di rimodellamento del naso) e liposcultura (aspirazione del grasso in eccesso in zone localizzate) negli adolescenti tra i 13 e i 17 anni., nonostante in questa fascia d’età i ragazzi siano ancora in una fase di crescita e dunque un intervento estetico potrebbe risultare dannoso per la salute.

Interventi estetici e benessere psico-fisico

La tendenza a ricorrere con frequenza alla chirurgia estetica negli ultimi anni si è andata radicando nei costumi delle società occidentali, anche grazie a un mercato di settore competitivo e ricco di campagne promozionali, con un numero di offerte per la chirurgia estetica a prezzi accessibili che da Groupon a LetsBonus a Groupalia, per citare i principali siti di deals online, abbracciano ogni possibile tipologia d’intervento.

A ciò si è andato sommando un vero e proprio bombardamento mediatico che ha portato alla ribalta modelli e canoni estetici difficilmente raggiungibili dalle persone comuni, che poco o nulla hanno a che fare con la bellezza naturale del proprio corpo.

Questo insieme di fattori ha fatto in modo che venissero imposti a livello socio-culturale dei modelli ben precisi, dai caratteri molto marcati e soprattutto portatori di standard fisici elevatissimi.

Da tutto ciò è derivato un diffuso disagio generazionale che ha coinvolto donne e uomini di tutte le età, sempre più spesso a disagio con il proprio fisico e impegnati nel migliorarne l’aspetto anche con interventi artificiali.

Nel caso in cui una persona adulta nel pieno delle proprie facoltà mentali scegliesse di intervenire chirurgicamente sul proprio corpo per avvicinare le sue fattezze all’ideale fisico che persegue, e sentirsi di conseguenza meglio con se stessa, un intervento di chirurgia estetica potrebbe svolgere una doppia funzione positiva: correggere il difetto fisico ed aiutare la sfera psichica dell’individuo, favorendo una serenità generale ed eliminando stress e frustrazioni.

Laddove andrebbero compiuti degli interventi di maggiore controllo è in casi più “estremi”, quando cioè si ha a che fare con persone che martoriano letteralmente il proprio corpo pensando di renderlo “perfetto” e finendo invece con il perdere la propria identità, o ancora con madri decise a regalare un bel seno nuovo alla propria figlia per il suo quattordicesimo compleanno.

In casi come questi, in cui evidentemente si sta tentando di utilizzare la chirurgia plastica in modo scorretto, dovrebbe essere lo stesso medico a rifiutare di eseguire gli interventi, indicando ai pazienti le possibili vie alternative da seguire per migliorare il rapporto con il proprio corpo.

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