I sette luoghi comuni da sfatare sul cibo

Esistono molti luoghi comuni sul cibo che meritano di essere sfatati, in primis perché non sono veri e in seconda battuta perché possono aiutarci a rendere la nostra alimentazione più sana e completa, scopriamoli assieme:

1- La carne rossa fa male: dopo l’allarme emanato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la carne rossa è stata demonizzata, ma grazie ai tanti approfondimenti emessi in seguito abbiamo compreso che l’abuso fa male, mentre il consumo controllato di carne rossa buona, allevata con filiere controllate e di qualità è una fonte preziosa di ferro e di vitamine.

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2- La data di scadenza deve essere rispettata, sempre: se nella confezione è riportata una data di scadenza precisa essa va rispettata, ma se è scritto ‘ da consumarsi preferibilmente entro …’ allora i giochi cambiano, perché significa che l’alimento può essere mangiato anche dopo questa data. Di base, se il cibo contiene conservanti quali il sale o l’aceto, può essere mangiato anche dopo la data e la regola base è quella di odorare e di assaggiare i cibi per comprendere che non abbiano subito alterazioni prima di buttarli.

3- L’avocado può essere consumato a volontà: attenzione, perché se la moda di Instagram desidera farci consumare questo frutto esotico on ogni salsa, si tratta di un prodotto molto grasso e molto calorico, che va scelto con una certa attenzione, anche se apparentemente è davvero meraviglioso.

4- Il vino fa bene la birra fa male: si tratta di un luogo comune che merita di essere sfatato e alla base di tutto incontriamo la moderazione. Un bicchiere di buon vino a pranzo può fare davvero bene alla salute, ma anche una birra fresca e prodotta con attenzione è un toccasana, una fonte di sali minerali e una bevanda decisamente corroborante per il fisico.

5- Il pane nero al carbone è salutare: come tutti i pani freschi, anche la versione al carbone è buona e raccomandata, ma la quantità di carbone contenuta è talmente bassa che non può definirsi salutare, forse creativo e interessante al più.

6- Gli alimenti senza glutine fanno bene: certamente gli alimenti privi di glutine possono essere introdotto nell’alimentazione con fiducia, a patto di non superare i due giorni alla settimana senza glutine, altrimenti il corpo si abitua e può leggere la sostanza come pericolosa quando viene reintrodotta. E’ un danno che chiede di essere valutato con attenzione, e i cibi senza glutine vanno intesi come sostitutivi dei pasti per chi soffre di intolleranza a questa sostanza.

7- I cibi crudi sono la risposta a tutto: anche in questo caso si tratta di un luogo comune che merita di essere sfatato, perché mangiare crudo fa bene, ma bisogna prestare attenzione alla composizione e alla qualità del cibo che si consuma.

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ValeriaM

Informazioni sull'autore
Laureata in Filologia Classica, da sempre appassionata di scrittura e copywriting. Classe 1989, ama leggere, andare al cinema e a teatro, allevare cani e gatti e mangiare i biscotti di Bellagio.
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