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Mandorle: buonumore e vitalità

La mandorla non è altro che il seme oleaginoso dell’albero del mandorlo, tra l’altro, unica sua parte commestibile e utile all’uomo. Storicamente si presume che la pianta di mandorlo – nativa dell’Asia sud Occidentale – venisse coltivata sin dall’Età del Bronzo. I Romani la utilizzarono come rimedio contro l’ubriachezza; Carlo Magno ne promosse la coltivazione e, addirittura, durante il Medioevo, la si usava per cure energizzanti ed in particolar modo, per contrastare i deperimenti ed anche per la preparazione dei filtri d’amore – da qui l’usanza dei rinomati e diffusi confetti di mandorla come simbolo di buon augurio.

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In Sicilia invece, giunse in seguito al commercio che ne fecero i Fenici. Il suo nome scientifico è Prunus dulcis e appartiene alla famiglia delle Rosacee.

Il seme del mandorlo si presenta con una forma ovoidale. Il suo esterno è di colore verde e, all’interno del suo guscio legnoso, si possono trovare uno o al massimo due semi, per l’appunto la mandorla.
Ne esistono tre grandi varietà:

  • le amare che, se assunte in elevate quantità sono altamente tossiche anche per l’uomo, in quanto contengono acido prussico, reso inattivo solo dalla cottura del prodotto;
  • le dulcis, utilizzate sia dall’industria dolciaria che dalle grandi industrie di prodotti di bellezza, in modo particolare per il suo apprezzatissimo olio che, grazie alle sue proprietà emollienti, garantisce la prevenzione contro l’invecchiamento della pelle;
  • le fragilis, che si caratterizzano sia per il loro seme dolce che per il loro endocarpo, quindi la loro parte più interna, che non è legnoso.

Le mandorle sono quindi da sempre adoperate in cucina, per la preparazione di piatti sia dolci che salati, e nell’industria della cosmesi, in cui viene utilizzato il già citato olio di mandorla: l’olio prodotto dalla spremitura a freddo delle mandorle dolci viene adoperato – e sicuramente tutte le donne lo sapranno bene – per idratare le pelli secche e sensibili, possedendo un’alta concentrazione di proprietà nutritive , non favorendo l’insorgere di zone di grasso ed essendo particolarmente ricco di vitamina B ed E, nonché di facile assorbimento.

Le mandorle contengono un’alta percentuale di magnesio, a seguire il ferro, proteine, grassi, – infatti, come tutti i semi di origine oleaginosa hanno un alto contenuto di lipidi, perciò sono un alimento piuttosto calorico – carboidrati, fibre e vitamina E. Si rendono perciò particolarmente utili per la calcificazione delle ossa, possiedono inoltre rilevanti e riconosciute proprietà antisettiche, rimineralizzanti e ricostituenti grazie alla percentuale di fibre presente nella loro composizione.

Quest’ultima, determinata dalla ben equilibrata composizione di proteine, grassi, vitamine e minerali, rappresenta poi un ottimo metodo di rinforzo per il nostro sistema nervoso: non è un caso, infatti, che le mandorle siano attualmente riconosciute ed apprezzate come uno dei più sani antidepressivi esistenti in natura!

C’è anche da apporre una nota riguardante il suo alto contenuto di grassi: infatti è senz’altro da specificare che i grassi presenti nelle mandorle sono dei monoinsaturi, vale a dire che non sono assolutamente dannosi per l’apparato cardiocircolatorio! Tant’è vero che gli studi medici maturati in questo campo hanno addirittura riscontrato che la consumazione regolare, se non quotidiana, delle mandorle, provoca un considerevole abbassamento sia dei trigliceridi che del colesterolo nei livelli ematici del sangue – salvo casi particolari, quali l’obesità.

Di certo l’elemento presente in questo utile seme che lo rende così “necessario” nella frenesia del mondo in cui ognuno è totalmente “immerso”, è sicuramente il magnesio, che lo rende anche un ottimo energizzante, adatto ed efficace nel combattere lo stress e la depressione: la mandorla, perciò, può essere considerata a pieno titolo un antidepressivo naturale.

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Laureata in Filologia Classica, da sempre appassionata di scrittura e copywriting. Classe 1989, ama leggere, andare al cinema e a teatro, allevare cani e gatti e mangiare i biscotti di Bellagio.

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