Semi oleosi: serbatoi di benessere

Molte sono le obiezioni che si sentono muovere verso un consumo regolare di semi oleosi: una presunta difficoltà nella digestione, l’eccessiva ricchezza di grassi, la colesterolemia elevata. Eppure in una famosa ricerca che ha coinvolto negli Stati Uniti i componenti adulti di oltre 63 mila famiglie, seguiti per 16 anni nelle loro abitudini di vita, nelle consuetudini alimentari e nelle loro vicende sanitarie. E’ stato accertato tra l’altro, che il consumo di semi oleosi (noci, mandorle, nocciole) da 1 a 4 volte la settimana riduce in modo significativo il rischio di malattia coronarica fino al 25%. Ma non basta.

Il consumo di semi oleosi si è dimostrato attivo nella riduzione del rischio di accidenti coronarici persino in persone a rischio come gli anziani, gli ipertesi e gli obesi. Questo vantaggio ha tre motivazioni nutrizionali:
1) i semi oleosi sono molto ricchi di acidi grassi mono e polinsaturi, che abbassano il colesterolo sanguigno e prevengono l’arteriosclerosi.
2) Racchiudono un’alta quantità di vitamina E, un potente antiossidante.
3) Noci, mandorle e nocciole contengono fibre che modulano l’assimilazione del cibo dall’intestino, favoriscono l’eliminazione del colesterolo dall’organismo e facilitano l’espulsione delle feci.

I semi oleosi sono comunque alimenti di un certo impegno calorico e quindi andrebbero consumati in sostituzione (e non in aggiunta) di altri alimenti proteici di origine animale, come la carne, il pesce, le uova, i formaggi. Un buon pane integrale, una manciata di noci sgusciate e una ricca insalata di verdure crude sono un pasto salutare e perfettamente digeribile. Porzioni più modeste possono arricchire la prima colazione o lo spuntino pomeridiano o aggiungerli ai dolci caserecci.

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