Prugne, fresche o secche sono ottime per gli sportivi

La prugna fresca matura nei mesi estivi e possiede interessanti proprietà nutrizionali: tonifica il sistema nervoso, attiva la diuresi, decongestiona il fegato, e per il suo forte potere depurativo è indicata per chi soffre di arteriosclerosi, gotta, dolori articolari e infiammazioni renali. La prugna essiccata è apprezzata soprattutto per il suo potere lassativo e per la sua capacità di stimolare l’attività metabolica.

Nel 1995 Greg McLatchie, direttore dell’istituto nazionale di medicina sportiva in Gran Bretagna, coordinò una ricerca che coinvolse 120 atleti di diverse discipline sportive. E’ risultato che il 92% di questi atleti, consumavano, negli intervalli tra i pasti principali, vari spuntini. Quelli preferiti dagli atleti erano soprattutto a base di frutta disidratata e in particolare di prugne secche. Le prugne sono privilegiate dagli atleti per una serie di buone ragioni. Sono ricche di carboidrati facilmente assimilabili e di minerali, ma povere di grassi.

Cento grammi di prugne secche apportano 4 mg di ferro (il fabbisogno giornaliero per un adulto è di 10 mg) e quasi un grammo di potassio. L’importanza del potassio è notevole: regola la contrazione cardiaca, stimola la buona funzionalità intestinale, mantiene equilibrata la presenza di acqua nelle cellule e nei tessuti, infine neutralizza un’eccessiva riduzione di sodio, evitando l’ipertensione arteriosa. La prugna secca è anche ricca di fibre idrosolubili che non interferiscono con l’assorbimento del ferro e, nello stesso tempo, modulano l’assimilazione degli zuccheri garantendo alla muscolatura e al cervello una disponibilità costante di energia in tempi lunghi.

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