L’alimentazione che arriva dall’Asia: principi e punti di forza

Grazie all’apertura dei mercati e alla globalizzazione, molte cucine lontane, come la cinese, la giapponese, l’indiana e anche la tailandese si sono affacciate nel nostro presente, permettendoci di scoprire sapori e combinazioni sempre nuove e diverse. Dire che fra l’alimentazione occidentale e quella orientale vi è un abisso è corretto, in quanto non solo gli alimenti cambiano in modo considerevole, ma la concezione dl cibo orientale è profondamente diversa da quella intesa in occidente. Si tratta di un legame che coinvolge il corpo, lo spirito e la mente, in quanto il cibo viene visto in oriente come nutrimento per il corpo, ma anche come fonte energetica per la mente, nonché come mezzo per raggiungere una situazione spirituale più elevata. Non stupisce che l’alimentazione orientale sia quindi comandata da principi profondi di tipologia olistica, ovvero che si impegnano ad abbracciare ogni sfera dell’individuo e a migliorarla attraverso l’alimentazione. Scopriamo quindi quali sono le caratteristiche principali di queste alimentazioni, per conoscere le loro basi e comprendere l’approccio orientale ai cibi e alla dieta.

La dietetica cinese

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La dietetica tradizionale cinese si basa sui rapporti attenti e profondi fra cibo e organismo, per dare vita ad un’alimentazione che sa nutrire, ma anche curare e prevenire le malattie e i problemi di salute. I cibi vengono quindi studiati per il loro effetto nell’organismo, soprattutto quello termico, quindi non di rado si parla di cibi caldi, freddi e tiepidi. Il cibo viene inoltre studiato nella sua conformazione esterna, quindi nella forma, nel colore e negli effetti che esso produce nel corpo, come ad esempio la vitalità o il senso di serenità. Per comprendere i principi base della dietologia cinese possiamo analizzare l’ideogramma che nella lingua significa ‘medicina‘. Si tratta di un ideogramma che contiene l’immagine stilizzata di una fiasca di vino, in quanto la prima medicina che sembra essere stata inventata dal popolo cinese è un infuso di vino creato per curare le costipazioni e i malanni di stagione. Interessante vero? La dietetica cinese si basa inoltre sull’associazione die cibi Yin e Yang, ovvero sui cibi complementari che vengono scelti per il loro apporto energetico. I cibi Yin sono alimenti freddi e umidi, che portano all’espansione e alla purificazione, mentre i cibi Yang son cibi asciutti, caldi e riscaldanti, che fortificano e rafforzano chi li assume. Ecco che le combinazioni perfette di questi cibi aiutano a ritrovare un ottimo flusso energetico e a rendere più vivi e vivaci le funzioni vitali dell’organismo.

La dieta ayurvedica: come integrare fitoterapia e alimentazione

L’ayurveda è un’antica e sapiente tecnica di medicina indiana che impiega i fiori, i frutti, le erbe e i sali minerali per curare ogni disturbo e per migliorare la vitalità dell’essere umano. L’ayurveda si fonde spesso con l’alimentazione e anche la cucina indiana annovera sapori e alimenti votati a migliorare e condizioni psicofisiche di chi le assume. Al di là della presenza di cibi molto particolari, come le spezie e le frutta tropicale di cui l’India abbonda, si tratta di una dieta praticamente vegetariana, che in alcuni casi annovera il pesce e il pollo ma che si basa soprattutto sul consumo di riso e di verdure, accompagnate da salse speziate e da frutta. L’ayurveda basa l’alimentazione sulla scelta di prodotti assolutamente naturali, dove ogni conservante è bandito, in quanto solo questi alimenti possono assicurare benessere e longevità. Al contempo, le porzioni sono pensate per non privare del cibo adeguato, ma neanche per eccedere con le dosi, quindi il cibo viene calibrato per ricercare la giusta via che si ritrova anche nella filosofia buddista che speso segue l’ayurveda. Al contempo la crudeltà sugli animali non è contemplata, quindi ogni prodotto deve essere sicuro e scelto con la massima attenzione, per non apportare energie negative che andrebbero ad influire sulle energie proprie e quindi a provocare pericolosi sbilanciamenti energetici e spirituali.

La dietologia giapponese e coreana: l’arte della fermentazione

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Le alimentazioni coreana e giapponese sono molto raffinate e mirate alla salute. In questo caso giova molto la volontà di consumare alimenti molto ricchi di sostanze nutritive ma poveri di calorie, che quindi permettono lo sviluppo della massa magra e d evitano l’appesantirsi del fisico. In particolare, si tratta del riso, del pesce crudo e delle tante verdure che compongono queste cucine. Come avviene in tutto il resto dell’oriente, il cibo è visto con un approccio che scavalca il puro nutrimento e che si propone di dare da mangiare anche all’anima e alla mente, quindi l’approccio anche in questo caso è olistico. Ciò che differisce le cucine coreane e giapponesi dal resto è l’introduzione di molti cibi fermentati, che rappresentano dei veri e propri toccasana per l’organismo, in quanto vengono impiegati anche con funzioni terapeutiche. Dalla classica salsa di soia fino alle prugne umeboshi, dai composti di verdura fermentata coreani fino al kefir, gli alimenti vengono fatti fermentare per donare una nuova vitalità al sistema digerente e per combattere le eventuali infezioni che possono manifestarsi all’interno dell’organismo. L’abitudine di impiegare cibi fermentati aiuta inoltre a non impiegare il sale, alimento che ha praticamente distrutto i sapori occidentali e portato le persone ad abituarsi ad un impiego sempre più massivo. I cibi fermentati e i condimenti naturali sostituiscono quindi il nostro olio di oliva e il sale, donando un approccio salutare e terapeutico alla dieta, che permette di rendere il corpo più sano e più vivace, migliorando notevolmente anche il sapore degli alimenti.

La cucina thailandese: profumi e aromi per appagare il palato

Fra le cucine orientali, quella thailandese viene considerata come la più ricca e gustosa. Non stupisce riconoscerlo, in quanto la Thailandia è un paese che possiede varietà di verdura e di frutta incredibili, le quali si associano al consumo di riso e di spezie davvero particolari. La cucina thai mira quindi ad appagare chi la consuma con i gusti, con i profumi e con i sapori. Ecco perché ad ogni ricetta vengono aggiunte spezie speciali, fiori che profumano i piatti e molti ingredienti ‘nascosti’ che rendono le ricette elaborate ma al contempo benefiche per la salute. Anche in questo caso la natura offre un patrimonio che viene sfruttato ampiamente dai cuochi tailandesi, offrendo piatti che attingono dalla terra e dal mare per dare vita a composizioni mirabili sotto il punto di vista nutrizionale.

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ValeriaM

Informazioni sull'autore
Laureata in Filologia Classica, da sempre appassionata di scrittura e copywriting. Classe 1989, ama leggere, andare al cinema e a teatro, allevare cani e gatti e mangiare i biscotti di Bellagio.
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