Automassaggio come farlo e perché (1 parte)

In Europa l’automassaggio gode di una lunga tradizione, tanto più che già d’istinto si tende a massaggiare le zone dolorose o tese per stimolare la circolazione. Questa è una tecnica che non solo favorisce la guarigione, ma permette anche di prevenire le malattie. L’automassaggio, inoltre, in associazione ad altre forme di terapia ne aumenta l’azione. Può essere praticato a mani nude oppure con una fascia o un guanto da massaggio; l’uso di olio come quello di jojoba, o di lozioni ne migliora l’efficacia. In funzione dell’effetto desiderato possono essere impiegate tecniche diverse: un massaggio lento distende i tessuti e ne favorisce il drenaggio, mentre un movimento veloce cancella la fatica e revitalizza l’organismo.

La terapia di Kneipp associa l’automassaggio e le frizioni con il guanto o la spazzola di crine. In alternativa si possono anche utilizzare guanti di fibra naturale. Massaggiatevi la mattina in un luogo ben areato, cominciando dalle gambe e risalendo con movimenti circolari verso il cuore. Una pelle arrossata o ipersensibile può nascondere problemi di circolazione superficiale. Evitare quindi di massaggiare intensamente le zone più delicate, insistendo invece su quelle più chiare con movimenti verso l’esterno. il massaggio dura all’incirca 20 minuti e inizia sempre con un lavaggio dolce della pelle. La fascia viene utilizzata soprattutto per la schiena e le cosce, mentre con il guanto si può massaggiare tutto il corpo.

Il massaggio stimola la circolazione, i muscoli contratti si distendono e i dolori si riducono. Una pratica regolare permette di ritonificare i tessuti connettivi. In base alla tecnica impiegata, il massaggio ha un’azione calmante o stimolante, rispristina del sistema nervoso e favorisce il benessere.

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