Verbasco, calma i bronchi

Già nei tempi antichi, il verbasco veniva usato nelle affezioni polmonari ed esternamente come vulneraria (per favorire la cicatrizzazione delle ferite). La radice secondo Galeno era utile nei “flussi” e antinfiammatoria. Le foglie, per la loro morbidezza vellutata, sono state utilizzate come soffici impacchi sulle ferite, come lucignoli per le lampade a olio e…come una sorta di “carta igienica naturale”. Con il fiore si tingevano i tessuti. In Sardegna è il fiore degli sposi.

Il verbasco è molto diffuso nei luoghi incolti, ai margini delle strade, nei luoghi soleggiati, nei terreni pietrosi in tutta Europa. Nel nostro paese è comunque nella zona marittima e in quella submontana. I fiori contengono mucillagini, dall’azione emolliente; saponine e flavonoidi, dall’azione antinfiammatoria, antitussigena e antispasmodica; vari glucosi e pigmenti. Inoltre il verbasco è diuretico e leggermente sudorifero. Il suo uso è quindi indicato per irritazioni delle mucose respiratorie: faringite, laringite, catarri bronchiali e asma, allevia inoltre la tosse e favorisce l’espettorazione.

Il fiore del verbasco rientra nella formulazione della “Tisana dei 4 fiori”, foruncoli, bruciature, geloni e emorroidi: si applica esternamente sia sotto forma di impacchi impregnati di un decotto di foglie e di fiori, sia sotto forma di cataplasmi preparati con le foglie bollire nel latte.

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