Home Dieta e Salute Alimentazione per i calcoli biliari, il benessere inizia a tavola

Alimentazione per i calcoli biliari, il benessere inizia a tavola

Il regime alimentare può essere causa e allo stesso tempo cura per diversi disturbi o problemi, primo tra tutti la formazione del calcoli biliari. Scopriamo l’alimentazione per i calcoli biliari!

Litiasi biliare- foto aibolit.me

Prima di capire il legame tra alimentazione e calcoli biliari occorre tenere a mente che i calcoli dei dotti biliari o litiasi biliare rappresentano uno dei disturbi più frequenti che coinvolge le vie biliari.

In linea di massima si può dire che non tutti i calcoli biliari sono uguali e possono essere distinti in base a dimensione e numero, anche se i due tipi principali sono quelli a base di colesterolo e quelli a base mista (carbonati, bilirubinati di calcio e fosfati di calcio).

Perché l’alimentazione crea i calcoli?

Se è vero che i calcoli a base di colesterolo rappresentano quasi l’80% dei casi allora è altrettanto vero che si formano in seguito a un’alimentazione ricca di colesterolo.

L’eccesso di colesterolo nella bile rompe l’equilibrio tra colesterolo biliare, sali biliari e fosfolipidi e promuove l’accumulo del lipide-steroide che finisce per cristallizzarsi e aggregarsi sotto forma per l’appunto di calcoli.

Non bisogna dimenticare che la formazione di calcoli biliari può essere legata alla cattiva motilità della cistifellea che dovrebbe rimescolare i succhi, contrarsi e svuotare la bile. Che c’entra l’alimentazione? Ebbene la contrattilità della bile viene sollecitata dai cibi contenenti grassi.

Questo significa che lunghi periodi di digiuno o lunghi periodi in cui si segue una dieta ipolipidica possono ridurre la motilità della cistifellea e impedire il suo normale funzionamento, favorendo di fatto la cristallizzazione del colesterolo e la formazione di calcoli.

Quali sono le conseguenze dei calcoli biliari?

Così come è facile intuire, la formazione di calcoli biliari è un processo piuttosto lungo che non lascia spazio ad avvisaglie quali episodi di vomito e coliche.

Nei casi più gravi, però, il fallimento della terapia farmacologica (antidolorifici e antispastici) richiede l’intervento chirurgico, vale a dire l’asportazione dei calcoli o addirittura della cistifellea.

Calcoli biliari: alimentazione e consigli

Un’alimentazione corretta potrebbe evitare la litiasi biliare, aiutare a gestire la presenza di calcoli biliari o prevenirne la formazione.

La prima cosa da fare per limitare la comparsa dei calcoli biliari è rientrare in una condizione di normopeso, creando una routine alimentare ipocalorica in grado di stimolare il ritorno ai valori standard di colesterolo, trigliceridi e glicemia.

Come già accennato, però, l’alimentazione non deve prevedere lunghi periodi di digiuno, ma addirittura strutturarsi in almeno cinque pasti giornalieri (colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena).

In linea di massima non c’è dieta di successo che possa fare a meno di un corretto apporto idrico, tanto più se si tratta di alimentazione per i calcoli biliari.

L’acqua, oltre a mantenere il corpo idratato, sostiene la porzione acquosa della bile e impedisce che una condizione di disidratazione favorisca l’accumulo di colesterolo.

Qual è l’alimentazione per calcoli biliari ideale? Largo allora a zuppe, brodi, frutta e ortaggi e al consumo di almeno un litro di acqua!

Un’alimentazione vegetariana o a basso contenuto di grassi animali aiuta a contrastare l’incremento di colesterolo e la formazione di calcoli biliari.

Non bisogna dimenticare che il consumo eccessivo di carboidrati risulta altrettanto predisponente per la comparsa dei calcoli biliari in quanto, se presenti in maniera massiva, promuovono l’aumento di peso.

Va da sé che una regolare attività fisica riesca a contribuire a mantenere il peso forma, oltre che inaspettatamente a sollecitare il rimescolamento dei succhi biliari.

Ti è piaciuto l'articolo? Dai un voto!
[Totale: 56 Media: 4.9]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.