Assenzio: amaro a piccole dosi

L’artemisia è la pianta da cui si ricava l’assenzio. La pianta ha un forte odore aromatico e sapore amarissimo. Le parti utilizzate sono le sommità fiorite e le foglie più alte. Contiene principi attivi amari a cui si devono le proprietà digestive, un olio essenziale ricco di tanacetone dall’azione vermifuga ed emmenagoga, ma tossico se assunto a dosi elevate, sali minerali (nitrati di potassio) e tannini.

Usato correttamente, l’assenzio possiede alcune interessanti proprietà medicinali: tonico gastrico come tutte le piante amare, esercita un effetto tonico sullo stomaco, aumenta l’appetito e stimola la secrezione dei succhi gastrici. E’ di aiuto a gli inappetenti e ai dispeptici (che soffrono di digestione pesante); non è invece adatto alle ulcerosi e alle persone di temperamento sanguigno, poiché l’aumento di secrezione di succhi gastrici può essere in questo caso pregiudizievole. Occorre quindi limitare l’uso dell’assenzio ai casi in cui è veramente necessari.

Coleretico: aumenta la secrezione biliare ed esercita sul fegato un’azione benefica, decongestionante e stimolante delle funzioni epatiche. E’ utile in caso di insufficienza epatica e durante la convalescenza a seguito di forme di epatite virale. Potente vermifugo. Gli adulti riescono ad assumerlo, benché il suo sapore amaro sia piuttosto gradevole, ma i bambini lo rifiutano decisamente: per loro è meglio usare altri vermifughi (mirtillo, timo, ecc.).

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