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La Dieta Atkins

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La Dieta Atkins venne inventata circa 30 anni fa da un dietologo americano, Robert C. Atkins. Quando uscì il libro “Dr Atkins’ Diet Revolution”, rapidamente diventato un best seller, vi fu una sollevazione di dietologi e nutrizionisti dell’epoca a causa della grande originalità delle idee contenute nel libro.

La dieta Atkins si impernia infatti su un principio altamente innovativo: quello di creare nell’organismo delle condizioni che lo costringano a liberarsi dei grassi che ha immagazzinato, attraverso lo stimolo a produrre un determinato ormone, il Fat Mobilizing Hormone, che si occupa proprio di spostare i grassi dai loro depositi. Dal momento che l’ormone è presente nel sangue in quantità maggiori al diminuire della presenza di carboidrati, la dieta atkins rimuove dalla dieta tutti gli alimenti che li contengono.

La distruzione dei depositi di grasso non è senza rischi. Essa infatti provoca il rilascio di chetoni, che sono particolari composti acidi. Per questo chi segue una dieta come questa deve costantemente tenere sotto controllo l’acidità delle proprie urine, attraverso apposite cartine tornasole.

LE FASI

La dieta Atkins si suddivide in quattro fasi, che vanno sempre accompagnate con esercizio fisico regolare e integratori:

  •  la prima fase, o di induzione, ha come obiettivo quello di ridurre il consumo di carboidrati a 20 grammi al giorno, da ingerire prevalentemente attraverso verdura o insalata;
  • la seconda fase, cioè quella di dimagrimento vero e proprio, prevede un graduale aumento di 5 grammi alla settimana della quantità di carboidrati, fino al raggiungimento del peso ottimale
  •  la fase pre-mantenimento è la terza, e prevede di ingerire 30 grammi di carboidrati al giorno fino alla stabilità del peso
  • la fase di mantenimento vera e propria prevede un regime dietetico con il giusto apporto di carboidrati per garantire il mantenimento del peso e una sensazione di benessere.

In questa dieta i cibi vengono suddivisi in classi, 3 per la precisione:
· cibi vietati durante la prima e seconda fase, da reinserirsi gradualmente in seguito. Si tratta di pane, pasta, riso, cereali e farinacei di ogni genere, latticini e frutta.
· cibi consigliati per la fase di perdita di peso, cioè carne, pesce e uova.
· cibi accettati nella terza fase. Legumi, verdure e formaggi.

PRO E CONTRO

Dal punto di vista nutrizionale questa dieta è molto sbilanciata, in quanto si tratta di una dieta iperproteica che nelle fasi di dimagrimento e premantenimento si basa su una grande assunzione di proteine e grassi. Inoltre la carenza di frutta e verdura comporta un’indispensabile assunzione di integratori di vitamine e sali minerali.

Gli effetti collaterali non sono pochi. Si va dalla stitichezza che può essere causata dall’assenza di fibre, all’eccessiva acidità del sangue causata dalla produzione di chetoni. L’effetto secondario più grave è però la grossa produzione di scorie azotate e il potenziale danno renale conseguente.

Si è sempre pensato che una dieta di questo tipo potesse portare a perdite di peso maggiori di quelle ottenibili con una dieta normale. In realtà studi recenti hanno dimostrato che la perdita di peso non è maggiore di quella ottenibile con una normale dieta ipocalorica.

Questo tipo di dieta è sconsigliato a persone anziane, malati di cuore, reni, fegato o diabete, donne in gravidanza e bambini.

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