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Dieta Fruttariana: come seguirla e controindicazioni

La dieta fruttariana è una forma di dieta vegana tra le più severe in assoluto. Requisito essenziale è infatti quello di nutrirsi esclusivamente di frutta, cruda e cotta. Oggi vediamo si come seguirla, ma anche quali sono le sue controindicazioni. Vogliamo infatti chiarire che le critiche mosse contro questo regime alimentare restrittivo sono più che fondate e noi non ci sentiamo di consigliarla. L’articolo di oggi ha carattere puramente illustrativo e ha lo scopo di portare alla luce alcune questioni già a lungo dibattute.

dieta fruttariana

Cos’è la dieta fruttariana?

La dieta fruttariana prevede il consumo esclusivo di frutta fresca e secca. Tutti gli altri alimenti vengono rimossi. Non solo quindi alimenti di origine animale, ma anche piante e semi, previsti nella dieta vegana dalla quale discende.

I fruttariani (così si chiamano coloro che seguono la dieta fruttariana) possono scegliere ad ogni pasto tra sette differenti gruppi di frutti. Troviamo i frutti acidi, nei cui gruppo rientrano agrumi, mele, mirtilli, kiwi, melograni, fragole e ananas. Troviamo poi i frutti con poca componente acida, come le ciliegie, le more, i mirtilli, i lamponi, le pesche, le pere, le mele dolci, la papaya, i fichi, le albicocche, il mango. A seguire troviamo i frutti dolci come l’uva, le banane, i meloni e i cachi. I frutti oleosi concessi sono l’avocado, le noci di cocco e le olive. Tra la frutta secca troviamo i datteri, le prughe secche e i fichi. Le noccioline permesse sono i pinoli, le nocciole, i noci macadamia, i pistacchi, gli anacardi, le mandorle e le noci pecan. I semi invece, solo quelli di girasole, sesamo, zucca e zucchina.

David Wolfe, esperto fruttariano, ha detto che è meglio mangiare un tipo di frutta solo e dopo 45 minuti, assumerne un altro tipo. La fondazione Fruitarian invece, raccomanda di attendere 90 minuti tra un gruppo e l’altro.

Questo regime alimentare permette di mangiare ogni volta che si sente la fame e non devono essere calcolate le calorie. L’unico limite è, come abbiamo appena visto, quello di far molta attenzione al tipo di frutta da consumare. Qualora la persona avesse sempre fame, dovrà continuare a consumare frutti di una determinata categoria fino a quando non sarà soddisfatto.

Considerando poi che tutta la frutta è già molto ricca di acqua, non c’è bisogno nella dieta fruttariana di assumere 2 litri di acqua al giorno, ne basta molta meno.

Giornata alimentare “tipo” nella dieta fruttariana

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  • Prima colazione: deve essere fatta tra le 6 e le 9 di mattina. Bere il succo di 3/5 limoni subito appena scegli, dopo consumare melone e uvetta.
  • Spuntino a metà mattina: deve essere fatto tra le 9 e le 12. Consumare a scelta mele, ananas, fichi, pere, uva, kiwi, cetrioli, prugne gialle. La quantità è libera.
  • Pranzo: deve essere fatto tra le 12 e le 15. Un pranzo tipico della dieta fruttariana è quello di consumare albicocche, papaya, pesche, arance o mandarini.
  • Spuntino pomeridiano: deve essere fatto tra le 15 e le 18. Pomodori, melograno, cachi, prugne, ciliegie, fragole, mango, anguria. Senza limiti di quantità.
  • Cena: consumarla tra le 18 e le 21. Uva, lamponi e more.
  • Spuntino dopo cena: consumarla tra le 21 e le 24. Prugne rosse, cachi, anguria, pomodori, melograni, fragole, ciliegie, mango.

Perché le persone scelgono di seguire una dieta fruttariana?

Le persone che scelgono di seguire una dieta fruttariana lo fanno, almeno così sembra, per non rovinare l’equilibrio naturale. I più estremisti che seguono questo regime alimentare, si privano anche di noci e semi. Questo perché al loro interno sono presenti future piante e non vogliono per tanto compromettere l’equilibrio. Si nutrono quindi solo e soltanto di frutti maturi che cadono a terra.

Anche la dieta fruttariana prevede infatti diverse ramificazioni. Abbiamo il fruttarismo, il frugivorismo e il fruttarinanesimo. Alcuni consumano solo frutta fresca, altri invece, la fanno anche cuocere. Qualcuno inserisce nella dieta legumi, miele, olio d’oliva e cioccolato.

Chi segue la dieta fruttariana lo fa per rispettare all’ennesima potenza ogni forma di vita. Non si preoccupa più solo degli animali, ma anche dei vegetali. Rispettandone l’equilibrio naturale.

Sembra che la dieta fruttariana sia nata nel 1800, in Germania. Fu Arnold Ehret a ideare questa dieta senza muco, a base di frutta. Ehret soffriva di una malattia incurabile ai suoi tempi e, deciso a non rassegnarsi, iniziò a studiare metodi di cura alternativi visitando vari paesi del mondo. Quando tornò era guarito e decise di aprire una sua clinica  in Svizzera.

Ricordiamo che anche Mahatma Gandhi ha passato gli ultimi anni della sua vita a nutrirsi solo di frutta. Lo stesso fece Steve Jobs negli anni ’70 e Leonardo Da Vinci.

Cosa significa essere fruttariani?

Come avrete già capito, essere fruttariani richiede un grande impegno. Per prima cosa, non è possibile iniziare a seguire questo regime alimentare dall’oggi al domani. Le persone che vogliono seguire questo regime alimentare devono prima seguire un iter di un minimo di due anni.

Essere fruttariani significa evitare tutto il cibo lavorato, le bevande fermentate, i legumi, i semi. In pratica, chi segue questa dieta cerca di tornare un po’ alle origini dell’uomo, quando si nutrivano solo di ciò che la terra offriva spontaneamente.

Se da una parte è vero che eliminando dall’alimentazione carne e altri alimenti diminuiscono i rischi di tumore e altre malattie, dall’altra parte una dieta tanto restrittiva può causare problemi anche molto più seri.

La dieta fruttariana fa male? Le controindicazioni

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Sono davvero poche le persone che riescono a seguire la dieta fruttariana. La costanza qui gioca un ruolo fondamentale e prima o poi, la maggior parte delle persone, torna a un’alimentazione molto più variegata, quanto meno a quella vegana o vegetariana. La dieta fruttariana ha moltissimi effetti negativi nei confronti della nostra salute, e non solo quella fisica.

A livello mentale la dieta fruttariana può provocare una vera e propria ossessione per il cibo, portando a diversi problemi psicologici oltre che una fame quasi perenne. In molti arrivano ad un vero e proprio isolamento sociale.

Se già il veganismo può provocare numerose carenze alimentari, il fruttarismo “offre” queste controindicazioni in forma potenziata. E’ stata l’Health Promotion Program della Columbia University a sottolineare come la dieta fruttariana può causare carenze di ferro, zinco, vitamina D, proteine, calcio, vitamina B e acidi grassi essenziali.

La dieta fruttariana è chiaramente un regime alimentare da evitare. Non è equilibrata e sono molto di più i danni creati all’organismo dei benefici. Assolutamente non deve essere fatta seguire ai bambini, i quali hanno bisogno di un’alimentazione variegata.

La frutta fa benissimo al nostro organismo, ne abbiamo bisogno e deve essere consumata ogni giorno. Tuttavia un’alimentazione come la dieta fruttariana non va bene, crea danni molto seri.

Ricordate quando nel 2013, l’attore Ashton Kutcher, finì in ospedale proprio per aver seguito la dieta fruttariana? Ora, l’attore lo fece per entrare meglio nel personaggio di un film, nonché Steve Jobs, che seguiva appunto questo regime alimentare. L’attore dichiara durante un’intervista:

La dieta fruttariana può portare a gravissimi problemi. Sono finito in ospedale due giorni prima dell’inizio delle riprese. Ero piegato in due dal dolore. I livelli del mio pancreas erano del tutto fuori norma, è stato terrificante, la cosa più terrificante della mia vita

Evitiamo simili regimi alimentari, rigidi e del tutto contro la nostra natura. Ricordiamoci che il vero equilibrio a livello alimentare si ha quando si porta nel nostro corpo tutti i nutrienti di cui ha bisogno, scegliendo sempre prodotti di qualità e cercando di limitare lo spreco.

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1 commento

  1. Sono fruttariana e questi articoli danno un’idea completamente errata dell’alimentazione fruttariana. Prima di tutto chi inserisce semi cioccolato verdure crude in genere, cipolle, ecc si chiama crudista (vegan raw) e non è assolutamente fruttariano,consuma anche legumi crudi ma esclusivamente facendoli germogliare prima altrimenti sono tossici, così come alcuni tipi di cereali. I fruttariani non mangiano queste cose ma solo frutta, oltre che dolce anche “fruttaortaggi” cioè pomodori zucchine cetrioli peperoni melanzane (essiccate prima altrimenti tossiche), olive zucca capperi. La frutta in genere ha un effetto altamente detox e non si può passare ad essere da onnivori a fruttariani senza aver grossi problemi. Occorre andare per gradi per disintossicarsi dalle tossine accumulate nel corso degli anni. Prima vegetariani (almeno qualche mese tra un passaggio e l’altro) poi vegan poi si elimina il glutine, si passa al vegan crudismo, alimentazione fruttariana carpotecnica (se si vuole) in cui si cuociono anche le pietanze. per esempio con la farina di platano si può fare la pizza, gli gnocchi, le piadine. Poi si passa ad un’alimentazione fruttariana cruda. Non è tra l’altro il traguardo per alcuni che dopo qualche anno passano ad essere melariani (ne conosco una decina che lo sono da un paio di anni con analisi perfette ma non è il mio obiettivo perché mi intristirebbe mangiare solo mele tutto il giorno). Qualche rara persona passa poi al breatharianesimo. Ma questa è un’altra storia. Per quanto riguarda le carenze, se ben impostata l’alimentazione fruttariana con tutti i dovuti passaggi preventivi non porta carenze: la b12 viene prodotta da un intestino sano e ci sono diversi medici che seguono in questo percorso senza problemi. Personalmente io e mie amiche controlliamo i valori della b12 e della vit d riscontrandole nella media ormai da anni senza integrazioni. C’è da dire che non si tratta di alimentazione per tutti. L’ignoranza e la moda imperversano facendo danni e ci si ritrova con bambini malnutriti per diete vegan pessime. Ci sono ambulatori pediatrici negli ospedali che seguono i bambini nello svezzamento vegan (mio nipote è vegan dalla nascita e seguito da 2 pediatri, perfettamente sano, 97 percentile di altezza per 70 percentile di peso quindi al di sopra della media, allegro vivace (a volte troppo). L’importante è non improvvisarsi e inventare. Occorre studiare, leggere, consultare medici che fanno parete dell’associazione nutrizionistica vegetariana (compreso Veronesi) se non si hanno le competenze per evitare danni tipo quello dell’attore finito in ospedale. Prima di scrivere questi articoli magari parlare con un gruppo di fruttariani (su fb ce ne sono di gruppi che volentieri forniscono
    anche la bibliografia sulla quale documentarsi scientificamente per non
    alimentare le varie bufale che girano in rete. Buona vita

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