Dieta a Zona: cos’è, come funziona, benefici e menu settimanale

La dieta a zona è una vera e propria strategia alimentare ideata agli inizi degli anni ’90 dal Dr. Barry Sears, scienziato americano laureato in biochimica ma specializzato in terapie del tumore e controllo dietetico delle risposte ormonali.

Dieta Zona: 30% proteine 40% carboidrati 30% grassi

Quando parliamo di “dieta a zona” ci riferiamo a un vero e proprio metodo alimentare che oggi viene utilizzato da molti atleti della Nazionale Olimpica degli Stati Uniti. Tale metodo consiste nel mantenere la produzione di insulina in una “zona” né troppo alta né troppo bassa per creare quell’equilibrio ormonale che serve all’organismo.

I criteri scientifici su cui si basa sono stati confermati nel tempo da numerosi e autorevoli studi condotti dalle Università di Medicina Americane e Europee.

Cosa si intende per “Zona”?

Dobbiamo cercare di capire cosa si intende per “Zona”. Altro non è che il punto massimo che si può e si deve raggiungere per stare bene,  sia a livello fisico che mentale.

In questo senso non bisogna chiedersi soltanto con la dieta a zona quanto si dimagrisce, ma iniziare a considerare il cibo come un farmaco naturale che può agire efficacemente però solo se assunto in modo consapevole e misurato.

Secondo il Dott. Sears quindi la “zona” altro non è che il “cibo” come la soluzione più adatta, insomma il farmaco perfetto per il nostro benessere psico-fisico.

Tutto quindi inizia con il cibo e passa dal regime alimentare ed è per questo che gli alimenti vanno assunti in modi e tempi precisi per ottimizzare gli effetti benefici sull’organismo.

Precisamente, la zona, più che una dieta (intesa come un periodo di rinunce per dimagrire, per poi ritornare alle scorrette abitudini alimentari), è uno stile di vita che ha come principale obiettivo il benessere e la salute dell’organismo.

È sufficiente arrivare allo stato metabolico in cui l’organismo dimostra di riuscire a lavorare al massimo delle sue potenzialità per ottenere una perdita di peso corporeo come naturale conseguenza.

Questo significa che la dieta zona permette di ridurre gli attacchi di fame, eliminare definitivamente la massa grassa e la ritenzione idrica e migliorare le prestazioni fisiche.

Non prevede l’assunzione di particolari farmaci o integratori, ma utilizza il cibo per combattere diversi disturbi e malattie quali l’ipertensione, il diabete di tipo 2, le cardiopatie, le dislipidemie, l’artrosi, le dermatiti, la depressione, l’affaticamento cronico, l’infertilità e altre patologie croniche.

Tutto ha inizio dal cibo, ma può essere un’arma a doppio taglio, perché un’alimentazione scorretta può avere effetti negativi per il nostro corpo. Bisogna saper imparare a mangiare ed anche bene, per raggiungere quell’equilibrio ormonale tanto caro al Dr. Sears.

I principi della Dieta a Zona

dieta-a-zona-piramide

Come già anticipato, il Dr. Barry Sears ha cercato di sviluppare un regime alimentare naturale basato su un corretto modo di mangiare dal punto di vista ormonale e genetico per assicurare l’efficienza all’organismo.

In altre parole, il fondatore della dieta a zona ha individuato la chiave per raggiungere uno stato fisico e mentale ottimale nel giusto rapporto di carboidrati, proteine e grassi, una forma di equilibrio che consente di produrre una precisa secrezione ormonale e ridurre il grasso corporeo.

Il controllo ormonale mediato dalla dieta a zona consente di gestire il livello di alcuni particolari ormoni:

  • Eicosanoidi – Gli ormoni prodotti a livello cellulare svolgono la funzione biologica a cui sono deputati per poi distruggersi. È fondamentale raggiungere un equilibro tra eicosanoidi “buoni” ed ecoisanoidi “cattivi” per assicurare un perfetto svolgimento delle funzioni naturali.
  • Insulina – L’ormone anabolico prodotto dal pancreas consente di ridurre il livello di glicemia nel sangue e immagazzinare le sostanze nutritive a livello cellulare in modo corretto. Un valore eccessivo di insulina però corrisponde a un accumulo di grasso.
  • Glucagone – Questo ormone stimolato da una dieta ricca di proteine e povera di carboidrati viene considerato l’antagonista dell’insulina poiché mobilita le riserve di energia immagazzinate. Livelli elevati di glucagone possono arrecare danni all’organismo.

Questa dieta prevede la suddivisione di alimenti nelle categorie “favorevoli”, “da limitare” e “sfavorevoli” in base all’indice glicemico, il valore che va a determinare la produzione dell’insulina.

  • Favorevoli – In questa categoria rientrano tutti gli alimenti che apportano un buon quantitativo di proteine ad alto valore biologico (carni magre, albume d’uovo, pesce o formaggi freschi magri), lipidi insaturi (pesci ricchi di Omega 3, frutta secca ricca di Omega 6, olio extravergine di oliva ricco di omega 9 e simili) e carboidrati a basso indice glicemico (frutta e verdura).
  • Sfavorevoli – I cibi sconsigliati sono quelli che forniscono grandi quantità di lipidi saturi e colesterolo (carni grasse, insaccati, formaggi grassi, tuorlo d’uovo, burro e simili) e carboidrati raffinati (dolciumi contenenti saccarosio, pasta, pane, riso, altri cereali, leguminose e patate).
  • Da limitare – Tutti gli alimenti che non rientrano nelle due categorie principali possono essere consumati in modo moderato seguendo i principi della dieta a zona.

La dieta zona è un programma consigliato a chiunque desideri migliorare le proprie performance fisiche e mangiare in modo corretto, tutelando lo stato di buona salute: permette di sentirsi più leggeri, forti e vitali.

Ideata inizialmente per curare cardiopatici e diabetici di tipo 2, oggi sono ormai milioni i soggetti che godono dei suoi benefici.

È un tipo di dieta che prevede anche l’uso di integratori alimentari che servono a sostituire alcuni pasti o nutrienti e controllare la produzione ormonale.

Sostanzialmente questo regime alimentare non si basa sul conteggio calorico giornaliero ma piuttosto sul conteggio degli ormoni.

È necessario conteggiare sia la qualità che la quantità di alimenti assunti per impostare questo tipo di dieta diretta a mantenere l’equilibrio ormonale necessario per entrare in uno stato metabolico di benessere.

La dieta a zona fa si che i macronutrienti siano ripartiti nella giornata per consentire a ogni pasto di fornire una buona percentuale di proteine, seguite da carboidrati e grassi (40% carboidrati, 30% proteine e 30% grassi).

È necessario ridurre l’assunzione di quegli alimenti che stimolano l’insulina, tra cui i derivati dai cereali.

È importante poi suddividere i pasti in tre principali, più due spuntini, uno mezz’ora prima di andare a dormire, circa 30 minuti prima. Anche i singoli spuntini devono contenere tutti i macro nutrienti elencati sopra.

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Pro e contro. Dieta Zona 11 blocchi

Cerchiamo di capire i pro e i contro di questo regime alimentare seguito da moltissime persone. Lo scopo principale della dieta a zona è di  trovare l’equilibrio ormonale che serve  al nostro organismo per controllare le funzioni vitali del nostro corpo.

Sembra facile in realtà non lo è per niente (e forse è per questo che c’è stata la diffusione di menu dieta a zona costruito con un compilatore gratuito). Si comincia nell’individuare la giusta quantità di proteine di cui ha bisogno il nostro corpo giornalmente. Una volta stabilità la quantità esatta, variabile da individuo a individuo in base a peso corporeo, massa magra e massa grassa e attività fisica praticata, quantità che comunque non deve mai essere inferiore ai 77 grammi, va divisa poi in blocchi di 7 grammi, che durante la giornata diventano 11.

Per restare nella cosiddetta “zona” a ogni blocco di 7 grammi di proteine, dobbiamo aggiungere 9,5 grammi di carboidrati e 3 grammi di grassi. Generalmente infatti la dieta a zona viene indicata come contenente il 40% delle calorie derivante dai carboidrati, il 30% dalle proteine e il 30% dai grassi.

In realtà quando parliamo di dieta a zona non dobbiamo far riferimento alle quantità di calorie ingerite dal nostro organismo ma alle quantità di proteine assunte, nonché ai carboidrati e grassi richiesti dal nostro corpo.

Diciamo pure con molta semplicità e pochi calcoli che questa dieta, nonostante il successo dimostrato anche dalla dieta a zona app, è la più discussa del momento, perché gli esperti ritengono che non sia poi così efficace o almeno non lo sia per tutti.

I calcoli presentati dal Dottor Sears devono variare da persona a persona in base alle abitudini alimentari e quotidiane per portare a una dieta a zona personalizzata, ma in realtà non trovano sempre un riscontro soggettivo efficace.

7 regole d’oro per la Dieta Zona

Non ci resta che scoprire quali sono le regole d’oro per seguire la dieta a zona con un menu settimanale da 11 blocchi!

  1. Ogni pasto consumato deve rispettare le corrette proporzioni tra carboidrati, proteine e grassi. Le calorie apportate devono essere in rapporto 40%- 30%- 30%.
  2. Durante l’arco della giornata è necessario consumare 5 pasti: 3 principali e 2 piccoli spuntini. È molto importante che tra un pasto e l’altro non passino più di 5 ore.
  3. Ogni piccolo spuntino deve garantire l’assunzione di una piccola quantità di carboidrati, proteine e grassi.
  4. Vietato assumere dolci o perlomeno sarebbe opportuno ridurne di molto il consumo. È consigliabile ridurre anche l’assunzione degli alimenti ad alto contenuto glicemico quali pasta, pane, riso, cereali raffinati, ecc…
  5. È fondamentale mangiare tantissima frutta e molta verdura in modo da stimolare gradatamente l’insulina.
  6. Prevedere alimenti che contengono una buona dose di acidi grassi
  7. Provvedere a un corretto apporto di acqua (2 litri al giorno)

Come iniziare la “zona”

Dopo aver memorizzato i consigli utili per affrontare una dieta a zona è necessario procedere con la disamina di alcuni fattori, senza i quali sarebbe impossibile fare il calcolo dei blocchi della dieta a zona:

  • Calcolo della percentuale di grasso per sottrarla al peso totale e stimare la massa magra
  • Identificazione dell’indice di attività fisica
    • sedentario puro (1.1)
    • lavoro senza attività sportiva regolare (1.3)
    • lavoro più attività di fitness a bassa intensità (1.5)
    • allenamento di tre volte a settimana (1.7)
    • lavoro e allenamento quotidiano aerobico o pesi (1.9)
    • allenamento quotidiano (2.1)
    • attività a scopo agonistico (2.3)
  • Determinazione della quota proteica in base alla massa magra (massa magra x indice attività = quota proteica giornaliera)

Esempio di Dieta a Zona: Menu Settimanale

Chi vuole iniziare a seguire la dieta a zona con un menu gratis può fare riferimento al seguente esempio di dieta zona per dimagrire, uno “Schema Dieta Zona” completo di una settimana intera.

Menu tipo Dieta Zona

Lunedì

  • Colazione: una tazza di latte con caffè, 4 frollini di soia e avena
  • Spuntino: 125 g di yogurt bianco scremato
  • Pranzo: 40 g di pasta con 100 g di ragù magro, 150 g di insalata con un cucchiaio di olio e un frutto
  • Merenda: 100 g di frutta fresca di stagione e 20 g di parmigiano
  • Cena: 80 g di bresaola con 250 g di verdura condita con un cucchiaio di olio, 20 g di pane integrale e un frutto di stagione

Martedì

  • Colazione: 100 g di ricotta, 50 g di frutta fresca di stagione e un caffè
  • Spuntino: 125 g di yogurt bianco scremato
  • Pranzo: 130 g di sogliola, 200 g di verdura con un cucchiaio di olio, 30 g di pane integrale e un frutto di stagione
  • Merenda: 100 g di frutta fresca di stagione e 20 g di parmigiano
  • Cena: minestrone con 30 g di pasta, 110 g di manzo magro, 150 g di insalata o verdura mista con un cucchiaio di olio e un frutto di stagione

Mercoledì

  • Colazione: un toast con 50 g di prosciutto cotto, una sottiletta e una tazza di tè
  • Spuntino: 125 g di yogurt bianco scremato
  • Pranzo: 40 g di riso con pesce, 80 g di bresaola, 250 g di verdura con un cucchiaio di olio e un frutto di stagione
  • Merenda: 100 g di frutta fresca di stagione e 20 g di parmigiano
  • Cena: un piatto di minestra d’orzo e germogli di soia, 90 g di formaggio magro, 200 g di verdura con un cucchiaio di olio, 30 g di pane integrale e 200 g di frutta di stagione

Giovedì

  • Colazione: 100 g di ricotta, 50 g di frutta fresca di stagione e un caffè
  • Spuntino: 125 g di yogurt bianco scremato
  • Pranzo: 110 g di pollo alla piastra con salsa di soia, 200 g di verdura con un cucchiaio di olio, 30 g di pane integrale e un frutto di stagione
  • Merenda: 100 g di frutta fresca di stagione e 20 g di parmigiano
  • Cena: minestra con avena, 80 g di prosciutto magro, 150 g di insalata con un cucchiaio di olio e un frutto di stagione

Venerdì

  • Colazione: una tazza di latte con caffè, 4 frollini di soia e avena
  • Spuntino: 125 g di yogurt bianco scremato
  • Pranzo: 250 g di pesce spada ai ferri, 250 g di verdura con un cucchiaio di olio, 30 g di pane e un frutto di stagione
  • Merenda: 100 g di frutta fresca di stagione e 20 g di parmigiano
  • Cena: un piatto di passato di verdure, 120 g di tacchino, 150 g di verdure con un cucchiaio di olio, 20 g di pane integrale e un frutto i stagione

Sabato

  • Colazione: un toast con 50 g di prosciutto cotto, una sottiletta e una tazza di tè
  • Spuntino: 125 g di yogurt bianco scremato
  • Pranzo: carpaccio di pere e grana, 50 di salmone affumicato, 20 g di pane integrale e un frutto di stagione
  • Merenda: 100 g di frutta fresca di stagione e 20 g di parmigiano
  • Cena: 250 g di germogli di soia con 50 g di gamberetti e 80 g di formaggio magro e un cucchiaio di olio, 30 g di pane integrale e un frutto a scelta

Domenica

  • Colazione: una tazza di latte con caffè, 4 frollini di soia e avena o 100 g di ricotta
  • Spuntino: 125 g di yogurt bianco scremato
  • Pranzo: 80 g di bresaola, 250 g di verdura condita con un cucchiaio di olio, 30 g di pane integrale e un frutto di stagione
  • Merenda: 100 g di frutta fresca di stagione e 20 g di parmigiano
  • Cena: minestrone con 30 g di pasta, 120 g di tacchino, 150 g di insalata o verdura mista con un cucchiaio di olio e un frutto di stagione

Nota: tutte le sere, prima di andare a letto assumi un bicchiere di latte fresco parzialmente scremato.

Dieta a zona: opinioni, testimonianze e verità a confronto

La dieta a zona, proprio come ogni proposta alimentare, presenta una folta schiera di sostenitori e oppositori che puntano il dito proprio sui principi fondanti.

La dieta a zona funziona? Non si può negare che le ricette della dieta a zona assicurino una perdita di peso rapida che si manifesta intorno al ventesimo giorno con una riduzione di grasso corporeo, una maggiore facilità nello sviluppo della massa muscolare e un miglioramento delle prestazioni fisiche. E infatti chi ha seguito la dieta a zona ha rilasciato testimonianze a tal proposito.

Va da sé che un equilibrio fisico e mentale di questo tipo finisce per migliorare il sistema immunitario e tenere sotto controllo situazioni di diabete, pressione alta, aterosclerosi e colesterolo alto.

Di contro le persone che si oppongono trovano terreno fertile nella difficoltà nel calcolo della dieta a zona e in particolare nel calcolo delle percentuali caloriche relative ai tre macronutrienti (40%-30%-30%) .

È per questo che si è tentato di introdurre un metodo più semplice con il sistema della mano e il sistema a miniblocchi della dieta a zona per porre a rimedio alla poca praticità e ridurre i casi di abbandono della dieta a zona.

Funziona Davvero?

Abbiamo parlato finora della dieta a zona, di come funziona e cosa prevede, ma ci chiediamo alla fin dei conti, funziona davvero?

Tra i benefici della dieta a zona vi è sicuramente una perdita di chili di massa grassa, un aumento della massa muscolare con conseguente miglioramento delle prestazioni sportive. Inoltre ha effetti positivi sul diabete, ipertensione e infiammazioni in generale, di conseguenza la dieta a zona non solo funziona, ma si pensa faccia bene al nostro corpo e alla nostra mente.

Dieta a zona: due sistemi da utilizzare

Sono due i sistemi che possiamo utilizzare per seguire la dieta a zona. Si tratta del sistema Palmo della Mano e sistema a blocchetti. Vediamolo nello specifico.

Sistema del Palmo della Mano

palmo mano

Questo sistema è meno preciso di quello “a blocchetti”, ma è l’ideale per tutte quelle donne che non hanno molto tempo e pazienza di pesare ogni singolo alimento.

In ogni pasto della dieta a zona, le ricette devono contenere molte proteine (carne e pesce), ma sempre in base al palmo della propria mano escludendo le dita. Tutto il resto del piatto potrà essere riempito con le verdure, condite con l’olio extravergine di oliva. A fine pasto, aggiungere tanta frutta quanto la grandezza di due pugni.

Fondamentalmente il pasto andrà infine concluso con un quantitativo di frutta pari al volume di due dei propri pugni.

Se invece volete mangiare pasta o pane, allora è necessario diminuire la quantità della verdura e sostituite la frutta con la stessa quantità di pasta o di pane.

Ecco il sistema del palmo della mano della dieta a zona con un esempio pratico:

  • Pasto: 1 pugno di carne o di pesce, un piatto abbondante di verdura e 2 pugni di frutta.
  • Introduzione di pasta o pane: 1 pugno di carne o pesce, meno del piatto completo di verdura e 2 pugni di pasta o pane al posto della frutta.

Sistema a blocchetti

blocchetti

Il sistema a blocchetti è senza dubbio quello più apprezzato perché, nonostante richieda un attimo di attenzione in più per essere seguito, risulta molto più preciso. Non ha bisogno infatti di calcoli precisi. Vediamo nello specifico come si calcolano i blocchetti.

I macro nutrienti della dieta a zona dovranno essere suddivisi in “blocchi” o meglio la somma di tre “mini blocchi”, ciascuno formato da 7 grammi di proteine, 9 grammi di carboidrati e 3 grammi di grassi per rispettare le percentuali stabilite.

  • 1 blocchetto di carboidrati: 9 grammi di carboidrati (40%)
  • 1 blocchetto di proteine: 7 grammi di proteine (30%)
  • 1 blocchetto di grassi: 3 grammi di grassi (30%)

È importante ricordare che ogni blocco apporta circa 100 calorie, uno spuntino rappresenta un solo blocco e il minimo giornaliero di blocchi è pari a 11. E infatti prende anche il nome di dieta a zona 11 blocchi.

La formula da rispettare per una dieta rapida è “Quota proteica ÷ 7 (grammi di proteine per blocchetto) = numero blocchetti”, conservando sempre un rapporto 1:1:1.

Prendiamo per il metodo della dieta a zona tra tutti gli esempi quello di  una ragazza che ha bisogno di 73 grammi di proteine ogni giorno. La suddivisione dovrà essere fatta come segue.

Ebbene 73:7 – i grammi di proteine per blocchetto = 10,42, diciamo 10 blocchetti. Ciò significa che avremo 10 blocchetti di proteine, 10 blocchetti di carboidrati e di blocchetti di grassi. Il tutto ovviamente dovrà essere suddiviso nell’arco della giornata. Un esempio di dieta a zona è questo:

  • 3 blocchetti a colazione per ognuna delle categorie: (3) proteine, (3) carboidrati e (3) grassi. Riassunto quindi potremo dire che si tratta di 21 grammi di proteine, 27 grammi di carboidrati e 9 grammi di grassi.
  • 1 blocchetto a merenda per ognuna delle categorie: (1) proteine, (1) carboidrati, (1) grassi. In pratica 9 grammi di proteine, 9 grammi di carboidrati e 3 grammi di grassi.
  • 3 blocchetti a pranzo per ognuna delle categorie: (3) proteine, (3) carboidrati e (3)grassi. Riassunto quindi potremo dire che si tratta di 21 grammi di proteine, 27 grammi di carboidrati e 9 grammi di grassi.
  • 1 blocchetto a merenda per ognuna delle categorie: (1) proteine, (1) carboidrati, (1) grassi. In pratica 9 grammi di proteine, 9 grammi di carboidrati e 3 grammi di grassi.
  • 2 blocchetti a cena per ognuna delle categorie: (2) proteine, (2) carboidrati e (2) grassi. Riassunto quindi potremo dire che si tratta di 21 grammi di proteine, 27 grammi di carboidrati e 9 grammi di grassi.

Dieta a zona mediterranea

La dieta a zona impone una particolare attenzione al consumo di carboidrati a medio e alto indice glicemico come pane, pasta, pizza e derivati, una particolarità che rischia di minare il fondamento del regime alimentare mediterraneo.

Nasce così la dieta a zona mediterranea, una particolare variante a “zona” tutta italiana che presenta alimenti tipicamente mediterranea senza compromettere i principi della dieta americana.

Sostanzialmente significa non essere costretti a rinunciare necessariamente alla fetta di pane e pomodoro o a un piatto di pasta, tenendo moderato il consumo di tali alimenti.

La versione della dieta a zona mediterranea risulta così molto più “accessibile” e meno drastica, una variante intermedia tra la dieta mediterranea e la dieta a zona originale.

Questa versione di dieta a zona secondo le opinioni dei medici funziona. Ebbene lo “stile alimentare mediterraneo” con 60-65% carboidrati, 20-15% proteine e 15-20% grassi subisce un lieve cambiamento privo di stravolgimenti che consente di perdere la massa grassa, favorire il senso di energia e migliorare il benessere psicofisico generale.

Dalla carne magra al pesce fresco, dalle verdure prelibate fino alla golosa frutta, molti alimenti che sono parte fondamentale della dieta mediterranea vengono prescelti per essere inseriti nella dieta a zona mediterranea, chiamata anche dieta ‘a zona all’italiana’.

La variante mediterranea segue direttive e princìpi dell’originaria dieta a zona, ma inserisce nelle tabelle nutrizionali dei cibi che appartengono alla dieta mediterranea. La dieta a zona divide i cibi in categorie ben precise:

  • fonti privilegiate;
  • fonti quasi privilegiate;
  • fonti svantaggiose.

Si tratta di una divisione consultabile nei manuali e nel portale web ufficiale della dieta a zona, che prevede una divisione attenta per ogni tipologia di alimento. Inserendo questi cibi mediterranei, abituali per gli italiani che sono soliti consumarli, la dieta a zona acquista una marcia in più, in quanto il loro consumo diventa consapevole e i cibi possono essere abbinati con coscienza e intelligenza tra di loro per ottenere un ottimo stato di salute, per ricercare un dimagrimento positivo e anche per elevare il benessere personale.

La dieta a zona mediterranea si presenta quindi molto più semplice e accessibile rispetto all’originale americana e non va a mutare drasticamente le abitudini alimentari alle quali si è abituati. Prendiamo ad esempio un alimento molto presente nella dieta mediterranea, come la pasta con il pomodoro fresco. Questo piatto può ricevere una certa collocazione nella tabella nutrizionale della dieta a zona e quindi chiede di essere abbinato nel corso della giornata con altri cibi, proteici o grassi, che vanno a comporre la percentuale di nutrienti descritta dal programma alimentare a zona. Bilanciando i cibi in modo attento si ottiene quindi la dieta a zona senza dover rinunciare al consumo degli adorati piatti mediterranei.

La dieta a zona mediterranea funziona?

Si tratta di un regime alimentare attento, che permette a chi lo segue non solo di perdere chili in eccesso, ma di potenziare la massa magra a discapito della massa grassa. La dieta a zona permette anche di ottenere un buon risultato dal punto di vista delle performance mentali e fisiche, con innalzamento della concentrazione e anche del rendimento dello sport. A detta del suo creatore, ciò è possibile perché viene assicurato il buon funzionamento del sistema ormonale, che si traduce in un aspetto migliore, in un benessere percepibile fin dai primi tempi e anche nella possibilità di dimagrire.

Chi desidera quindi provare la dieta a zona può avvicinarsi a essa nella versione mediterranea. Molti sono i manuali disponibili e le indicazioni reperibili su questo sistema alimentare, che si rivela un po’ certosino da attuare, ma che può regalare molti risultati a chi sceglie di portarlo avanti.

Per ottenere un risultato migliore diventa inoltre utile attuare un’integrazione mirata di omega 3, cibi che salvaguardano il sistema cardiovascolare, che agiscono con effetto antiossidante nell’organismo e lo proteggono nel corso del tempo. Via libera quindi al consumo di cibi che contengono questi acidi grassi positivi, come la frutta secca, l’olio di oliva e di lino crudo e i tanti semi che possono essere impiegati per arricchire e rendere più gustosa l’alimentazione.

Non va infine dimenticata l’importanza di praticare molta attività fisica, una scelta consigliata da chi pratica la dieta a zona, in quanto lo sport e il movimento si presentano come importanti fonti di benessere, indispensabili nella pratica del dimagrimento e anche per mantenere un ottimo stato di salute per tutta la vita.

La versione italiana della dieta a zona può essere considerata come un incontro alimentare tra la nostra dieta mediterranea e l’americana dieta a zona.

Risorse: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12569110 – The National Center for Biotechnology Information advances science and health by providing access to biomedical and genomic information.

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