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Dieta Dissociata: le regole da seguire

La dieta dissociata, inventata nel 1911 dal dott. William Howard Hay, è ancora oggi una delle pratiche di dimagrimento più diffuse al mondo, sebbene in ambito scientifico non manchino pareri discordanti sulla sua reale efficacia. La dieta dissociata di Hay nacque a seguito di una grave malattia che colpì il dottore, la cosiddetta malattia di Bright (una forma degenerativa del tessuto renale).

dieta dissociata

Hay decise di auto-curarsi con l’alimentazione e dopo soli tre mesi ottenne dei grandi miglioramenti, tra lo stupore di medici ed esperti che lo seguivano passo a passo. Secondo Hay, nel corpo possono formarsi accumuli non bilanciati di prodotti della digestione e del metabolismo che il corpo non riesce autonomamente ad eliminare, causando problemi di salute.

Quattro sono le problematiche individuate da Hay: consumo eccessivo di carne, carboidrati raffinati, la mancata conoscenza della chimica della digestione e la sovralimentazione.

Da questi assunti prende vita la dieta dissociata che fa perno su cinque regole auree:

1 – non mischiare mai carboidrati con proteine e frutti acidi durante lo stesso pasto;

2 – consumare verdura, insalata e frutta come parti integranti della dieta dissociata;

3 – mangiare proteine e grassi in quantità limitate;

4 – evitare il più possibile alimenti raffinati, preferendo ad esempio il grano naturale alla farina bianca, lo zucchero e la margarina;

5 – quinta ed ultima regola è quella di far passare un intervallo di almeno 4 – 5 ore tra pasti di tipo differente.

Secondo la dieta dissociata, le proteine necessitano di un ambiente acido per essere digerite mentre i carboidrati di un ambiente alcalino; è chiaro che se si mischiano queste due sostanze, si rischia di creare un ambiente ibrido che va a discapito sia della digeribilità delle proteine sia della digestione intestinale degli amidi e dei grassi.

L’efficacia della dieta dissociata è stata più volte messa in discussione dagli esperti. Molti sostengono la mancanza di prove scientifiche a sostegno delle tesi del dottor Hay e la critica più volte mossa è che, a livello chimico, tutti i cibi presentano naturalmente delle combinazioni ed è quindi superfluo e innaturale pensare di dissociare le proteine dai carboidrati.

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Laureata in Filologia Classica, da sempre appassionata di scrittura e copywriting. Classe 1989, ama leggere, andare al cinema e a teatro, allevare cani e gatti e mangiare i biscotti di Bellagio.

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