Le fibre sono preziose per l’organismo

Le fibre sono elementi preziosi per il benessere dell’organismo, in quanto favoriscono la funzionalità dell’apparato digerente e rinforzano le difese immunitarie.

Si tratta di sostanze costituite da catene di monosaccaridi, cioè di zuccheri semplici; nonostante ciò, il loro apporto calorico è pari a zero, anzi sono molto utili per moderare le quantità di cibo assunte e quindi le calorie.

Esse, infatti, quando giungono nello stomaco creano una massa voluminosa che aumenta il senso di sazietà: è quello che accade, ad esempio, quando si mangia una mela o una coppetta di macedonia.

Le fibre possono essere:

  1. solubili: fanno parte la pectina (presente nella frutta), i galattomannani (presente nei legumi) e le gomme (presente nell’avena e nei legumi). Esse a contatto con i liquidi si sciolgono, formando una specie di gel;
  2. insolubili: di dividono in cellulosa, emicellulosa e lignina. Costituiscono la buccia della frutta, l’involucro esterno dei cereali e dei legumi.

Una dieta sana e bilanciata dovrebbe prevedere l’apporto di tutti i nutrienti: carboidrati, proteine, grassi e fibre. Grazie alla capacità di accelarare il transito intestinale, quest’ultime combattono la stipsi e riducono la permanenza nel tubo digerente del cibo e di tutte le sostanze dannose che si formano durante il processo digestivo.

Per ottimizzare gli effetti delle fibre solubili, è importante bere almeno 2 litri di acqua al giorno. Se non si introduce acqua, con le fibre si può ottenere l’effetto opposto e accentuare la stipsi; solo bevendo le fibre possono creare un sottile film protettivo sulle pareti dell’intestino.

Inoltre, proprio per la loro azione lassativa, le fibre, facilitano l’eliminazione del colesterolo contenuto negli alimenti.

Secondo la FASEB (Federazione delle Società Americane di Biologia Sperimentale) una persona adulta deve consumare ogni giorno dai 20 ai 35 g di fibre.

Proprio perchè limitano l’assorbimento di colesterolo e carboidrati, se assunte in dosi eccessive, le fibre possono causare una riduzione di ferro e calcio: se manca il ferro si rischia, ad esempio, di incorrere in lievi forme di anemia, mentre la mancanza di calcio può provocare disturbi delle funzionalità nervosa e con il tempo favorire la comparsa dell’osteoporosi.

Se si superano le dosi consigliate c’è anche il rischio di disturbi intestinali, come il gonfiore addominale.

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